Alito cattivo (alitosi): cause e rimedi

L'alito cattivo, o alitosi, nasce nell'85% dei casi in bocca: sono i batteri che si accumulano sulla lingua, tra i denti e sotto il bordo gengivale a produrre i composti solforati responsabili dell'odore. Solo in una minoranza di casi la causa è nello stomaco o in altre patologie. Questo è anche il motivo per cui i collutori e le caramelle mentolate non risolvono: coprono l'odore per venti minuti, senza toccarne la fonte.
Placca batterica sulla lingua, causa di alito cattivo

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Da dove viene l'alito cattivo?

Nella maggior parte dei casi la causa è in bocca: batteri sulla
lingua, tra i denti e sotto il bordo gengivale.
Per questo collutori e caramelle danno un sollievo che dura pochi minuti.

Visita per la diagnosi dell'alitosi

Come riconoscere l'alitosi

Capita a tutti di avere un alito non fresco al mattino o dopo un caffè. L'alitosi è diversa: l'odore è costante, si nota anche durante il giorno e spesso è chi ci sta vicino ad accorgersene prima del paziente stesso.

Nella maggior parte dei casi si tratta di un disturbo innocuo dal punto di vista medico, ma con un impatto reale sulla vita quotidiana e sull'autostima. L'origine è quasi sempre un'igiene insufficiente, in particolare quando denti, gengive e lingua non vengono puliti a fondo. Sul dorso della lingua possono formarsi depositi biancastri che trattengono batteri e residui alimentari: sono una delle fonti più frequenti del cattivo odore.

A questi si aggiungono spesso il tartaro sotto il bordo gengivale e le carie non trattate, dove i batteri restano protetti e lo spazzolino non arriva.

Chi è predisposto a questi depositi dovrebbe pulire la lingua ogni giorno, con uno spazzolino specifico, un gel detergente o un raschialingua. È il gesto più semplice e più efficace, e viene quasi sempre trascurato.

 

Le cause dell'alito cattivo

L'alitosi è il termine medico per indicare l'alito cattivo. Nella maggior parte dei casi le cause sono semplici e si trovano in bocca: igiene orale insufficiente, carie, parodontite o accumulo di placca sulla lingua. I batteri che restano negli spazi interdentali, attorno agli impianti, sotto i ponti o sul dorso della lingua decompongono lentamente i residui alimentari, producendo composti solforati dall'odore sgradevole.

Tra le altre cause frequenti ci sono la secchezza della bocca, dovuta a una ridotta produzione di saliva che normalmente mantiene pulita la cavità orale, e il fumo, che lascia residui chimici e di catrame responsabili del cattivo odore. Anche caffè, alcol e cibi molto speziati peggiorano temporaneamente l'alito.

Più raramente l'alito cattivo può segnalare un problema di salute generale: disturbi gastrointestinali, malattie renali o polmonari, fino al diabete. Per questo, quando l'igiene orale è corretta e l'odore persiste, vale la pena approfondire.
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Per chi soffre di alitosi è fondamentale una corretta igiene orale che comprenda la pulizia della lingua, l'uso di scovolini interdentali e visite regolari per una pulizia professionale. L'utilizzo di probiotici orali può inoltre ridurre la proliferazione dei batteri responsabili del cattivo odore e di sintomi come il sapore metallico in bocca.

Alito cattivo dallo stomaco: quando succede

Quando l'alito cattivo ha origine nello stomaco, è spesso collegato a disturbi digestivi come il reflusso o l'iperacidità gastrica.

Una delle cause più comuni è la malattia da reflusso gastroesofageo (GERD), in cui i succhi gastrici risalgono nell'esofago causando cattivo odore in bocca. Anche l'infezione da Helicobacter pylori, responsabile di gastriti e ulcere, può contribuire all'alitosi.

Abitudini alimentari scorrette come pasti irregolari o il digiuno possono peggiorare i sintomi stimolando la produzione di acidi gastrici. Una dieta equilibrata e la riduzione di alimenti irritanti - cibi piccanti, grassi, alcol e caffeina - aiutano a controllare il problema.

Anche l'idratazione conta: bere poca acqua riduce la produzione di saliva e favorisce l'alitosi. Sono consigliati almeno due litri al giorno.

Chi sospetta un'origine gastrica o epatica dovrebbe rivolgersi a un gastroenterologo. Prima però conviene escludere la causa orale, che resta la più frequente: si verifica con una visita dal dentista.

L'alito cattivo si elimina, non si copre

Nella maggior parte dei casi l'origine è in bocca: placca, tartaro o gengive infiammate. Contattateci per individuare la causa e trattarla.
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Fiume, Croazia

Domande frequenti sull’alito cattivo

Collutori e caramelle coprono l'odore per pochi minuti, senza toccarne la fonte. Il rimedio che funziona è rimuovere la causa: la rimozione del tartaro e la pulizia della lingua in studio, perché è lì che vive la maggior parte dei batteri responsabili.

Poi contano le abitudini quotidiane: filo interdentale, puliscilingua e abbastanza acqua, perché la bocca secca peggiora l'odore.

Non esistono compresse miracolose in grado di eliminare l’alito cattivo. Ci sono soltanto farmaci o trattamenti che agiscono sulle cause che provocano questo disturbo.

Se non si individua la causa scatenante, non è possibile eliminare neppure l’alitosi stessa.

Un valido aiuto può arrivare dai probiotici orali. Nella maggior parte dei casi, infatti, l’alito cattivo è dovuto all’attività dei batteri presenti sulla lingua e negli spazi tra i denti, che producono composti solforati responsabili dell’odore sgradevole.

L’assunzione di probiotici orali, come ad esempio lo Streptococcus salivarius K12, permette di colonizzare la cavità orale con batteri “buoni”, riducendo la quantità di quelli nocivi.

L’alitosi è spesso la conseguenza di un’alterazione del microbiota orale, cioè di uno squilibrio tra batteri utili e patogeni. In questi casi, i probiotici aiutano a ristabilire l’equilibrio naturale della flora orale, migliorando di conseguenza anche l’alito.

Di notte la produzione di saliva si riduce e i batteri si moltiplicano senza essere lavati via: è il motivo per cui l'alito del mattino è normale e scompare dopo lo spazzolamento.

Se invece l'odore resta durante il giorno, non si tratta più di una condizione fisiologica.

Sì, ed è la causa più frequente.

Carie non trattate, gengive infiammate e tartaro creano nicchie dove i batteri decompongono i residui alimentari. In questi casi l'odore non si elimina con l'igiene domestica: serve una pulizia professionale e la cura delle carie presenti.

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