Chirurgia orale, Croazia - Centrodent

Chirurgia orale

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Apicotomia

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L’apicotomia è un minor intervento chirurgico durante il quale si rimuove la parte superiore della radice del dente (apice), soprattutto a causa di infiammazioni croniche nella punta della radice (granuloma o cisti).

Nell’intervento viene rimosso l’apice della radice assieme al processo patologico, dopo di che il canale radicolare viene riempito con varie miscelle e materiali previsti per esso.

In alcuni casi può essere necessario anche trattare il dente, cioè ripetere la terapia endodontica (pulizia e espansione del canale, e la sua otturazione) prima dell’intervento stesso se la cura non era stata fatta correttamente.

L’apicotomia è una procedura che viene eseguita sempre più spesso, dato che consente ai pazienti di conservare i denti che non possono essere curati con l’estrazione del nervo e che altrimenti dovrebbero essere tolti.

Esistono però casi in cui con questo intervento il dente non può essere salvato, come per esempio denti a più radici o denti nella mascella inferiore soprattutto quei laterali posteriori.

L’apicotomia viene eseguita in anestesia locale, il che significa che il trattamento è indolore.

L’intervento inizia con la resezione della gengiva che viene poi sollevata per raggiungere la radice del dente. Con l’intervento viene rimosso l’apice della radice del dente assieme al processo patologico.

Al termine della procedura viene riposizionata la gengiva e suturata la ferita. L’intervento dura dai 30 ai 60 minuti, a seconda di quale quadrante e quale dente si tratta.

Dopo la procedura è necessaria una terapia antibiotica, lo sciaquo con antisettico, mentre è normale un lieve gonfiore e per tutto questo forniamo ai pazienti le istruzioni scritte..

Curetaggio dei denti

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Il curetaggio dei denti è un processo nel quale mediante appositi strumenti, curette, si pulisce la parete dentale al di sotto delle gengive.

Proprio come in seguito all’accumulo di placca si crea il tartaro tra i denti e intorno a loro, lo stesso processo è in corso anche sotto la superficie delle gengive, ma li’ può creare molto più danno. Il tartaro dentale è adatto per la propagazione di vari batteri, che poi possono portare all’infiammazione delle gengive, alla perdita di supporto osseo e in fine anche alla perdita dei denti.

Con le curette si “raschia” e lucida la superficie dura dei denti e si rimuovere la placca e i batteri che causano l’infiammazione delle gengive, la perdita ossea e infine la perdita di denti – periodontite. La periodontite è la malattia del supporto del dente, ossia delle gengive, fibre che collegano la radice del dente con le gengive e le ossa. I sintomi comprendono lo sanguinamento delle gengive, gengive gonfie e rosse e alito cattivo.

Gli ammassi di batteri creano tasche che devono essere pulite per ridurre la loro profondità. Eliminando gli strati si ferma la distruzione del tessuto e si riduce la profondità delle tasche, in quanto le tasche superficiali non presentano buone condizioni per la crescita di batteri, il che si traduce in un miglioramento della salute del periodonto.

In questi casi è necessario iniziare il trattamento il più presto possibile. Nella nostra clinica il curetaggio viene eseguito utilizzando un laser, che migliora ulteriormente le prestazioni e l’effetto della terapia, inoltre la terapia laser è meno invasive e quindi meno dolorosa.

Nell’intervento di curetaggio è necessario determinare la “profondità” della tasca, poi con il laser si rimuovono i batteri e i tessuti danneggiati, mentre meccanicamente si rimuove l’accumulo di tartaro. In più con il laser viene trattata la superficie contro i batteri, poi le gengive cicatrizzano sulla superficie pulita del dente.

In alcuni casi, il trattamento può essere effettuato solo utilizzando un laser, e in alcuni casi richiede una combinazione di laser e curette.

Rialzo del seno mascellare (Sinus Lift)

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Lo sinus lift, cioè, il rialzo del seno mascellare è un intervento che viene eseguito in anestesia locale.

La perdita di denti sotto il seno porta alla perdita ossea e all’abbassamento dei seni. In caso di seno abbassato non è possibile innestare l’impianto. Sarebbe come avvitare una vite in un muro cavo.

In una tale situazione per poter innestare un impianto dentale è necessario sollevare la parte inferiore del seno e riempire lo spazio “vuoto” sotto i seni sono con un osso artificiale. Dopo un certo periodo di tempo l’osso artificiale e l’impianto si integrano e formano una buona base per il lavoro protesico.

Da quanto sopra si può concludere che l’innestamento degli impianti non è possibile se non c’è abbastanza volume osseo per trattenere l’impianto.

Alla perdita dell’osso naturale si arriva a causa della perdita dei denti perché l’osso che una volta tratteneva il dente atrofizza e perde volume. Quindi l’innalzamento dei seni comporta l’aumento del volume osseo nella mascella nella quale innesteremo l’impianto.

Gli impianti dentali posizionati nel neoformato osso nel seno non hanno una durata minore degli impianti dentali innestati in un tessuto osseo sano.

È solito eseguire il rialzo del seno e l’innesto dell’impianto contemporaneamente. Se l’osso non esiste afatto, tra il rialzo del seno mascellare e il posizionamento dell’impianto deve passare tra i 6 e gli 8 mesi.

La procedura prevede il rialzo della membrana del seno per fare spazio all’osso artificiale. Dopo il posizionamento dell’osso artificiale, con o senza un impianto, l’apertura viene suturata. Il rialzo del seno è un intervento indolore e di routine dopo il quale può apparire un leggero gonfiore che dopo pochi giorni scompare.

A seconda della quantità di osso disponibile, si può parlare di un rialzo del seno mascellare minore e uno maggiore.

Rigenerazione dei difetti ossei

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I difetti dei tessuti della mascella superiore ed inferiore sono il risultato di processi patologici, traumi, ma anche del processo d’invecchiamento fisiologico. I difetti sono spesso estesi ed il tessuto restante, soprattutto quello osseo, rimane con un potenziale debole per una guarigione spontanea.

La perdita ossea dopo l’estrazione dei denti, le infezioni, i traumi o per altri motivi non indica l’incapacità d’innestamento di impianti. Con l’estrazione dei denti e la cicatrizzazione delle ferite si riduce il volume osseo, e la perdita ossea porta alla formazione di difetti estetici e funzionali. Dal punto di vista funzionale ed estetico, al fine di ottenere risultati ottimali, è quasi sempre necessario implementare una forma di chirurgia orale dell’aggiunta dell’osso (aumento osseo) prima o durante l’innesto dell’impianto quando manca un certo volume.

Tale volume osseo è necessario per sostenere l’impianto dentale dal punto di vista statico per poter sopportare la pressione masticatoria. Un impianto dentale deve essere posizionato in una posizione esatta e se non seguiamo queste linee guida il risultato finale sarà una soluzione protesica che funzionalmente non è in grado di sopportare il carico ed è quindi esposta ad un rischio maggiore per lo sviluppo di complicazioni quali la perimplantite, rottura dell’impianto, del moncone, della vite o della corona del dente artificiale (impianto).

La rigenerazione dei difetti ossei si basa sul fatto che l’osso cicatrizza più lentamente del tessuto connettivo circostante e della mucosi, e quindi le loro cellule si saldano più rapidamente con il difetto osseo e impediscono il riempimento con tessuto osseo neoformato.

Pertanto tra il sostegno osseo residuo e la gengiva, per impedire la penetrazione del tessuto circostante e per consentire la rigenerazione dell’osso, viene inserita una membrana. Con l’inserimento di una barriera tra il difetto e il tessuto molle circostante si facilita la rigenerazione del tessuto parodontale e dell’osso.

Le membrane hanno, a causa delle loro caratteristiche e proprietà, preso un posto importante nella rigenerazione dei difetti ossei.

Cistectomia

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Le cisti sono cavità patologiche rivestite di tessuto e colme di liquido, e possono svilupparsi nella mascella e nei tessuti molli (labbra, guance…).

Le cisti dentali si verificano come reazione alle infezioni croniche che passano attraverso l’apice della radice infetta del dente nella mascella, di solito come conseguenza di carie o trauma causato da un dente avitale (dente senza nervo).

Nella crescita la cisti esercita una pressione permanente e determina un ampliamento o distruzione delle strutture circostanti.

Se esistono più denti infetti nella bocca, su ogni si può verificare la cisti. La probabilità dell’occorrenza di cisti è più alta nelle persone con scarsa igiene orale e con denti trascurati.

Spesso le cisti non presentano sintomi, fino a quando non raggiungono una certa dimensione o uno stato d’infezione acuta. I sintomi che possono indicare l’esistenza di cisti sono: cambiamenti di colore del dente, sporgenze dure sull’osso sopra i denti, dolore, dolore al morso, gonfiore, arrossamento attorno ai denti, fistola canalare, scarico dal naso.

Se la cisti non viene rimossa, continua a crescere distruggendo l’osso mascellare. La cistectomia è l’intervento chirurgico di rimozione di una ciste. Nella cavità che rimane dopo la sua rimozione può essere messo un osso artificiale per migliorare il risultato della guarigione;

TAC – Tomografia computerizzata


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La TAC è una metodica diagnostica digitale di imaggini radiologiche. L’apparecchio TAC è un particolare tipo di apparecchio che per creare immagini dell’interno del corpo utilizza la radiazione ionizzante-radiografica.

In odontoiatria con le immagini che registrano a strati si ottiene una visualizzazione tridimensionale molto dettagliata delle ossa della mascella superiore ed inferiore. Le immagini TAC mostrano l’altezza e la larghezza e la qualità dell’osso e indicano la possibilità di collocare impianti.

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L’implantologia e l’impianto-prostetica stanno guadagnando importanza nell’odontoiatria moderna e sono un segmento praticamente inevitabile della professione nel campo della compensazione di denti persi. L’uso del TAC e di sofisticati programmi per computer con i quali si può ricostruire tridimensionalmente una mascella, contribuiscono significativamente ad una maggiore successo e alla qualità del trattamento per i casi più difficili, ad esempio pazienti con una perdita totale o subtotale dei denti, che hanno perso l’altezza del morso e con una cresta alveolare molto riassorbita.

Nell’immissione degli impianti dentali siamo in grado di determinare la posizione ottimale di ogni impianto ed essere sicuri che il posizionamento dell’impianto non è in collisione con nessun importante struttura anatomica, come il nervo alveolare inferiore, l’arteria sublinguale, il seno mascellare o la cavità nasale, il che elimina completamente la possibilità di estremamente sgradevole complicazioni chirurgiche come la parestesia postoperatoria temporanea del labbro o emorragie molto sgradevoli e persino fatali.

Membrana dentale per la rigenerazione dei difetti ossei

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La rigenerazione di difetti ossei si basa sul fatto che l’osso guarisce più lentamente delle membrane mucose e del tessuto connettivo circostante e le loro cellule crescono più rapidamente nel difetto osseo e impediscono il riempimento con l’osso neoformato.
Pertanto, tra il rimanente supporto osseo e la gengiva, per impedire la penetrazione del tessuto circostante e consentire la rigenerazione del tessuto osseo, viene inserita una membrana. Inserendo la membrana, cioè una barriera tra il difetto e il tessuto molle circostante, viene consentita la rigenerazione del tessuto parodontale e dell’osso.

Le membrane hanno, per le loro caratteristiche e proprietà distintive, un posto importante nella rigenerazione di difetti ossei.

La divisione della membrana:
• bioriassorbibile – membrana che dopo un certo tempo viene riassorbita completamente (decomposta) nel corpo
• non assorbibili – membrana che dopo un certo tempo deve essere rimossa, perché non è biodegradabile

Nel nostro lavoro utilizziamo per lo più membrane biodegradabili perché permettono l’uso di tecniche minimamente invasive nel trattamento.

La nostra fiducia abbiamo dato alle membrane Osteobiol, dell’azienda Tecnoss Dental. Ulteriori informazioni sul prodotto sono disponibili sul sito http://www.osteobiol.com/patient.html.

Fili non riassorbibili e riassorbibili per le suture

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I fili non riassorbibili e riassorbibili sono materiali chirurgici per le suture. In odontoiatria vengono utilizzati per suturare le ferite dopo l’estrazione del dente e in interventi di chirurgia orale. Il termine non riassorbibile indica che il paziente dopo un certo tempo dopo la suturazione della ferita deve venire alla clinica dentale acciochè il dentista estragga il filo. Riassorbibile significa che il filo viene riassorbito nell’organismo e non è necessario venire nello studio per rimuoverlo, il che è il motivo per cui nella nostra pratica usiamo più spesso il filo riassorbibile.
I monofilamenti sono costituiti da un solo filo, mentre i polifilamentni sono costituiti da molti fili interconessi o piegati che possono essere rivestiti in modo da essre più facili da utilizzare, cioè per essere meno rigidi rispetto ai monofilamenti, il che causa minori danni ai tessuti durante la suturazione.
I fili naturali sono fatti di seta, lino, cotone, collagene, mentre quelli sintetici sono più comunemente fatti di poliamidi, poliesteri, polidiossani ecc.
La suturazione è la destrezza operativa manuale di base, si apoggia su basi scientifiche, e fa parte fondamentale di ogni intervento chirurgico. Sapere valutare e selezionare il filo chirurgico appropriato vuol dire conoscere le sue proprietà fisiche e biologiche.
Inoltre, è importante conoscere le basi di guarigione delle ferite e le caratteristiche dei tessuti che sono suturati, come il flusso sanguigno e la velocità di guarigione di tipi di tessuti. È molto importante conoscere e valutare le condizioni in cui la ferita guarirà.
La selezione dei materiali da suturare si basa spesso sulla tradizione locale, la scuola e l’esperienza personale del dentista.
Nel corso della storia sono state condotte numerose indagini per la formazione e l’introduzione di nuove tecniche di suturazione, per l’utilizzo di nuovi materiali e strumenti di qualità. Con lo sviluppo della tecnologia, soprattutto negli ultimi decenni, quest’area di intervento chirurgico ha subito un vero e proprio boom. Sono stati introdotti nuovi, sempre migliori materiali e strumenti e pubblicate nuove tecniche di suturazione.

Livellazione della cresta alveolare

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La livellazione della cresta alveolare è un intervento chirurgico preprotesico con lo scopo di risolvere le irregolarità (inegualità) della cresta nella mascella inferiore e superiore.
La cresta alveolare è parte della mascella in cui si trovano gli alveoli in cui ci sono i denti.
Dopo l’estrazione del dente avviene il riassorbimento di questa parte della mascella il che spesso risulta in irregolarità nella forma che successivamente ostacolano il posizionamento degli impianti, la rigenerazione di difetti ossei o la portata della protesi.
La procedura non è lunga e viene eseguita in anestesia locale ed è quindi indolore. Dopo l’intervento è necessario un periodo breve di guarigione delle ferite, prima che si proceda al trattamento protesico.
La livellazione è possibile fare anche al momento dell’inserimento degli impianti o quando si posizionano i materiali per la rigenerazione di difetti ossei.
A volte viene eseguita anche subito dopo l’estrazione del dente, in particolare se si tratta di estrazioni multiple.

Estrazione di un dente impattato / incluso

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Denti impattati e inclusi sono denti che non hanno errotto.
Un dente incluso è un dente che non è cresciuto perchè un altro dente lo ostacolava nell’eruzione.
Un dente impatto è un dente che non è cresciuto perché ha avuto una direzione sbagliata della crescita, una posizione profonda o non corretta. Di solito si tratta di terzi molari e canini.

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Questi denti sono per la loro morfologia e funzione dei denti specifici della regione orofacciale. La loro posizione nell’arcata dentale tra i segmenti anteriori e posteriori contribuisce alla buona estetica dell’arcata dentale, ma anche all’estetica complessiva del viso. È noto che di tutti i denti permanenti i canini hanno il percorso di sviluppo più lungo, hanno anche la radice più massiccia e più lunga, la suscettibilità alla carie più bassa, raramente mancano, ma sono spesso impattati o inclusi.
Questi denti vengono estratti solo quando interferiscono con altri denti ed è più facile rimuoverli in pazienti giovani, siccome in pazienti maturi la mascella è più compatta e meno elastica.

Ortopantomografia digitale – lastra panoramica dei denti

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L’ortopantomografo o immagine ortopan o panoramica del dente è un’immagine che include tutti i denti, la mascella superiore ed inferiore, l’articolazione temporo-mandibolare e in parte le strutture situate sopra la bocca (cavità nasale, i seni mascellari).

L’immagine panoramica dei denti viene utilizzato quando è necessario ottenere lo stato di tutti i denti e delle circostanti strutture ossee. Spesso viene fatta alla prima seduta per fare una prima valutazione dei denti e delle strutture circostanti. Viene utilizzata anche in tutti i casi in cui è importante avere una panoramica di tutti i denti e non dettagli precisi di un singolo dente. Al di fuori di un’immagine d’orientamento, l’ortopantomografo viene utilizzato nella pianificazione del trattamento protesico, in ortodonzia e in chirurgia orale, nel pianificare il posizionamento dell’impianto o la rimozione di denti inclusi.

L’ortopan digitale è l’immagine più comune dei denti e delle mascelle. È importante notare che la dose di radiazione è stata significativamente ridotta, mentre è migliorata la precisione e il valore diagnostico rispetto agli ortopantomografi tradizionali. A causa della loro digitalizzazione e le tecnologie dell’ultima generazione, i dispositivi radiografici digitali hanno la più bassa dose possibile di radiazioni che non è considerata nociva.

La lastra panoramica può essere fatta anche ai bambini, perché per i bambini viene abbassata la quantità di radiazione.

L’unico gruppo per il quale pensiamo che non sarebbe opportuno fare la panoramica sono le donne incinte, soprattutto nel primo trimestre di gravidanza, e ad esse suggeriamo di rimandare la radiografia a dopo il parto.